Progetti​

Antitesi nasce nel 1994 dalla volontà di un gruppo di giovani di creare uno spazio in cui dare vita alle proprie aspirazioni e ai propri progetti.

Da allora l'Associazione è sempre rimasta un luogo in cui è facile incontrarsi, confrontarsi, proporre idee nuove e avviare collaborazioni e sperimentazioni. Negli anni questo modo di concepire l'Associazione si è concretizzato in progetti anche molto diversi l'uno dall'altro, nel campo della formazione, dell'intrattenimento, dell'educazione, della produzione artistica, dello spettacolo e della solidarietà.

In questa parte del sito è possibile avere una panoramica dei progetti degli ultimi anni.

Land Circus

Progetto promosso dall'Associazione Antitesi Teatro Circo

 

Progetto di creazione che punta a promuovere e divulgare il patrimonio della cultura della diversità attraverso il circo contemporaneo.​

Dal Progetto nasce uno spettacolo legato al tema e ispirato ai Freak Show dei primi del '900; senza retorica, ma in modo divertente e poetico, fa riflettere su temi delicati e ancora molto attuali quali la diversità e la disabilità.

Circo Sociale: regalaT! allegria

Progetto promosso dall'Associazione Antitesi Teatro Circo

 

Il progetto regalaT! allegria è promosso da Antitesi Teatro Circo. Tale progetto permette l'accesso alle discipline circensi a bambini con disagio sociale e/o disabilità.

​Con una piccola donazione si aiutano questi bambini a frequentare i corsi che spesso richiedono un consulto psicologico preliminare e/o il sostegno esterno di un insegnante specializzato.

 

 

Circo e Scuola: il progetto SCREAM

Progetto promosso dalla Provincia di Pisa

 

Il progetto Scream è promosso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Il progetto si inserisce nel programma IPEC (International Programme on the Elimination of Child Labour) Scream che in inglese significa “urlo”, sta per Supporting Chilidren’s Rights Through Education, the Arts and the Media (Sostenere i Diritti dei Bambini attraverso l’Educazione, l’Arte ed i Media),.

Per dare voce ai bambini che non possono parlare, SCREAM promuove infatti l’empowerment dei giovani di tutto il mondo e la solidarietà tra le nuove generazioni. Il progetto Scream si propone l’attivazione di sinergie ad una pluralità di livelli: locale, nazionale, internazionale.

 

Circo e Terapia: il progetto CALIMERA

Progetto promosso dall'Associazione Antitesi Teatro Circo

 

Il progetto, finanziato dalla Società della Salute, nasce nel 2000 con il nome di “Albero dell’amicizia”, dalla collaborazione dell’Associazione “ANTITESI”, il Comune di Vicopisano e altre Associazioni del territorio: “Gruppo Gulliver” e “Caprona ‘94”. Nel 2006, l’Associazione “Antitesi” ne diventa capofila, il progetto viene rivisto e modificato in modo da avere maggiore efficienza ed efficacia sul territorio e prende il nome di “Calimera”. Il progetto si prefigge lo scopo di valorizzare il tempo libero dall’attività scolastica dei bambini, attraverso attività ludico-ricreative basate, in particolare, sull’integrazione e applicazione di vari linguaggi espressivi quali quello corporeo, quello grafico-pittorico, quello musicale, per favorire lo sviluppo di aspetti fondamentali per la crescita armonica di ogni persona: socializzazione, creatività, collaborazione, fiducia reciproca.

Circo Sociale: il progetto in Kenya

Progetto promosso dall'Associazione Antitesi Teatro Circo

 

Nei progetti con le scuole cerchiamo di far conoscere ai bambini italiani la realtà dei bambini kenyani e il lavoro che la Scuola di Circo e altre organizzazioni fanno per dare un futuro migliore a questi ragazzi, anche attraverso il circo. Per creare un legame tra i bambini delle scuole italiane e quelli di Nairobi, oltre a insegnarli alcuni rudimenti di attività circensi, gli facciamo realizzare le loro carte di identità; sono carte di identità particolari in cui ogni bambino disegna il proprio autoritratto e scrive ciò che vuol raccontare di sé al bambino africano che riceverà questo “documento”. Abbiamo saputo, dagli operatori che lavorano in Kenya, che lì i bambini sono molto più riservati dei nostri e che, anche per le violenze subite, non si confidano molto, per loro è difficile anche dire il proprio nome o il colore preferito. Con queste carte di identità siamo noi i primi ad aprirci e aspetteremo poi una risposta dal Kenya.

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